Volete vivere in Spagna? Ecco alcuni consigli che potranno esservi utili

 

La Spagna è sempre stato uno degli Stati più gettonati dai turisti di tutto il mondo; non a caso è il secondo Paese al mondo per il numero di flussi turistici, dopo la Francia. I luoghi paesaggistici, i tesori architettonici, le splendide città e i rinomati impianti sportivi ne fanno sicuramente un’ambita destinazione. Con i suoi 43 siti inseriti nella lista dei luoghi considerati Patrimonio dell’Umanità, questo stupendo paese è tutto da scoprire.

Studiare in Spagna

Se siete studenti universitari sapete sicuramente che le Università sono collegate molto bene con quelle spagnole. La Spagna è una delle mete più ambite, raggiungibili benissimo attraverso un periodo di studio all’estero.

Se invece volete entrare nelle università spagnole dovete sapere che la competizione è alta, ciò è dovuto al loro prestigio e all’alto numero di domande di iscrizioni che rendono pochi i posti disponibili. I candidati devono passare prima l’esame di Prueba General de Bachillerato (PGB). L’accettazione da parte di un’università dipende soprattutto dal risultato ottenuto in questo esame. I cittadini dell’ UE hanno diritto a concorrere per i posti nelle università spagnole a parità di condizioni dei cittadini spagnoli. Inoltre, nella maggior parte delle università, sono assegnati posti a studenti extracomunitari con quasi il 5%. Per informazioni sul riconoscimento dei diplomi UE in Spagna, contatta il Ministerio de Educación y Ciencia. A tutti gli studenti stranieri viene richiesta una conoscenza approfondita della lingua spagnola, anche se vengono forniti dei corsi di preparazione.

Nella maggior parte delle regioni, le tasse universitarie (tasas) vengono fissate dal Ministero spagnolo dell’ Educazione e della Scienza. Nelle regioni autonome che sono responsabili per la propria istruzione, le tasse sono fissate annualmente dal Consiglio dell’ Università e del governo locale regionale. Le università private sotto il controllo della chiesa cattolica hanno le loro proprie tasse. Le tasse universitarie spagnole sono più basse per i residenti ed i cittadini dell’ Unione europea e variano a seconda della facoltà e della posizione.

Se invece avete terminato gli studi o non vi siete iscritti all’Università, un altro modo per arrivare rapidamente è quello dello SVE, cioè il Servizio di Volontariato Europeo. Grazie a questa possibilità, infatti, è possibile trasferirsi in un Paese europeo per svolgere un’attività di volontariato. L’Unione Europea, che finanzia questi progetti, vi garantisce una piccola paghetta e la possibilità di sostenere un corso di lingua locale gratuito.

Lavorare in Spagna

Trovare lavoro in Spagna nel 2017 è più complesso rispetto agli anni precedenti, e la ragione è principalmente la crisi economica che accomuna, ormai da un bel po’ di tempo, la maggior parte degli stati europei. A risentirne sono soprattutto i piccoli centri, ma il malessere economico è stato percepito anche nelle grandi città come Madrid, Barcellona e Valencia. Questo non significa che non c’è speranza di lavorare in Spagna e che dovrete rivedere i vostri progetti di trasferimento ma, semplicemente, che la realtà economica spagnola non è più quella prospera del passato.

La Spagna è composta da 15 comunità in autonomia governativa e socio-culturale, a cui si aggregano le Isole. Questa diversità si proietta anche sulle realtà lavorative. Ad esempio l’Estremadura e l’Andalusia sono le regioni in cui è più difficile trovare lavoro rispetto, ad esempio, alle grandi metropoli come Barcellona, Valencia e Madrid. In realtà non esiste una zona migliore rispetto ad un’altra, ma tutto dipende dalla propria disponibilità e dalle proprie competenze.

Il turismo è di certo il settore più sviluppato. Le figure lavorative più ricercate riguardano il campo della ristorazione: chef, aiuto cuoco, lavapiatti, cameriere, ecc. La Spagna, però, è molto sensibile anche al tema delle energie rinnovabili aprendo in tal senso nuove possibilità lavorative a questo settore in piena crescita.

Per trovare lavoro il web si è dimostrato fin da subito un valido aiuto in questa fase. Per trovare lavoro in Spagna si può cominciare cercando qualche annuncio tra i centinaia di portali online come infojobs.net o domestika.org, anche prima di trasferirsi. Per rispondere ad una richiesta di lavoro, però, è necessario il NIE, quindi se non ne siete in possesso sappiate che potrete soltanto consultarli.

Le prospettive per il futuro sono ancora incerte, ma non bisogna dimenticare che questo imbattibile Paese è riuscito con le proprie forze a risollevarsi dal grave disastro immobiliare del 2009, nonostante abbia vissuto anche un periodo annuale senza governo, arrivando ad accrescere il PIL a livelli tali da fare invidia perfino alla Germania. Le nuove riforme del lavoro a favore di chi assume, poi, hanno contribuito sicuramente a favorire un progresso, seppur lento. Per cui si può solo esser positivi e riporre fiducia in questo Paese forte e preparato.

Burocrazia, rilascio documenti e disbrigo pratiche per trasferirsi

Un altro argomento di estrema importanza riguarda l’iter procedurale per entrare e risiedere legalmente in Spagna. Questo è l’ambito in cui la Spagna è ben messa. Potrete ottenere le informazioni e i documenti necessari per il trasferimento anche in meno di una settimana.

Addirittura la richiesta del NIE può essere fatta anche online. Il NIE – Número de Identitad de Extranjero è il corrispettivo spagnolo del nostro codice fiscale. Ogni persona che si trasferisce in Spagna deve necessariamente esserne in possesso. Senza tale codice, infatti, non sarà possibile ottenere un contratto di locazione e neppure firmare un contratto di lavoro.

Un secondo documento fondamentale è l’empadronamiento, l’iscrizione all’anagrafe spagnola obbligatoria per chiunque si trovi in Spagna per vivere e lavorare.

Altro nome che imparerai molto presto in Spagna. La seguridad social corrisponde più o meno all’Inps italiano. È indispensabile non solo per i contributi pensionistici ma anche per vedersi assegnato un medico di famiglia, per iscriversi all’ufficio di collocamento, per partecipare ai concorsi pubblici

Oltre ai documenti sopracitati, per lavorare in Spagna ti occorreranno anche un Permesso di Residenza e un Permesso di Lavoro.

Aprire un conto corrente in Spagna

Una delle prime necessità quando decidi di trasferirti in Spagna è aprire un conto corrente in banca. In Spagna è molto semplice aprire un conto bancario. Ci sono due tipologie di conti bancari: il conto corrente per i residenti e il conto corrente per i non residenti. Per aprire un conto corrente bancario da non residente basta recarsi in banca con il passaporto o un documento di identità valido nel territorio della Unione Europea. Se invece siete residenti e quindi già possessori del NIE aprire un conto corrente è semplice come da non residenti ma più economico. In primis bisogna scegliere la banca che più soddisfa le vostre esigenze poi basterà recarsi in sede e identificarsi con un documento di identità valido e il NIE in modo tale da certificare la residenza.

Come trovare un alloggio

Non è molto facile trovare un alloggio in Spagna. Il mercato degli affitti è piuttosto ristretto in quanto il numero delle richieste supera quello delle offerte. La durata dei contratti d’affitto è generalmente di tre anni, con un periodo minimo di occupazione di sei mesi. Se vi trovate già in Spagna e siete alla ricerca di un alloggio, consultate la sezione dedicata agli annunci immobiliari che trovate nei quotidiani oppure affidatevi ad un agente specializzato.

Se siete studenti o vi spostate con un budget ridotto, una pratica usuale nel paese è quella di affittare una stanza in appartamento condiviso “piso compartido“.

 Trovare casa dall’estero potrebbe essere complicato in quanto i proprietari danno la precedenza a persone che siano già in loco in quanto possono offrire maggiori garanzie. Città come Madrid e Barcellona dispongono di una maggiore disponibilità di alloggi rispetto a centri più piccoli ma dovete considerare che i prezzi degli alloggi sono superiori rispetto a Malaga o Valencia ad esempio.

Alcuni siti in cui potrete iniziare le vostre ricerche: Expat.com – Forum Alloggio in Spagna; En alquiler www.enalquiler.com; Piso compartido www.pisocompartido.com

Lingue parlate

La lingua ufficiale è lo spagnolo castigliano, quello che normalmente chiamiamo semplicemente “spagnolo”. La Spagna ha altre 4 lingue coufficiali allo spagnolo castigliano: il catalano (Catalogna e Baleari), il basco (Paesi Baschi e parte della Navarra), il galiziano (Galizia) e l’aranese (Val D’Aran, Catalogna).

Se il tuo obiettivo è vivere a Barcellona o in generale in Catalogna dovrai imparare anche i fondamenti del catalano, mentre nelle altre parti del Paese lo spagnolo sarà più che sufficiente. Parlare lo spagnolo non è così semplice come si pensa. Iscriviti a un corso intensivo o cerca qualcuno disposto a fare un tandem linguistico.

Nelle città più grandi l’inglese è abbastanza diffuso e se lavori online probabilmente non ti servirà né l’uno né l’altro, ma se vuoi integrarti nella comunità e vuoi districarti nella burocrazia del tuo nuovo Paese: impara lo spagnolo! Che, in quanto seconda lingua più diffusa al mondo, prima o poi ti tornerà utile anche fuori dai confini spagnoli.

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