Francia a Berlino

C’è uno spesso filo rosso che collega la Francia a Berlino attraverso i secoli. Ecco una carrellata di motivi per cui i tedeschi possono essere grati ai cittadini francesi venuti a Berlino!

In questa edizione dei campionati europei, la padrona di casa è la Francia. Eppure anche a Berlino i tifosi della francese “équipe tricolore” si preparano a festeggiare e lo faranno insieme ai berlinesi. Del resto nella capitale tedesca vivono oltre 17.500 francesi.

Il rapporto che lega Berlino e la Francia è saldo e secolare. Già nel 1685 il Brandeburgo ha dato asilo a oltre 20.000 ugonotti, profughi di fede protestante, che scappavano dal loro territorio. A Berlino trovarono rifugio in 6000: intorno al 1700 un abitante della capitale su quattro era infatti francese. La venuta degli ugonotti ha lasciato tracce di rilievo nel tessuto economico e culturale della città tedesca. Nel 1806 Napoleone si impossessò della quadriga che faceva bella mostra di sé sulla Porta di Brandeburgo, mentre il dialetto di Berlino riadattava dal francese parole come “monete” (soldi), “bulette” (polpetta), “muckefuck” (succedaneo del caffè) e molto altro. Fu un incontro fortunato anche per il palato. I rifugiati del 17° secolo portarono infatti in dono gli asparagi.

Con la fine del 1945 i francesi, da Alleati, divennero amici. Oggi nessuna nazione al mondo è rappresentata con più prestigio nel quadro cittadino di Berlino: la Pariser Platz è un posto di tutto rispetto per la patria dei “Bleus”.

  • Con i suoi 66,3 milioni di abitanti riuniti nell’inno nazionale della “Marseillaise”, la Francia fa parte dell’Uefa dal 1954.
  • Nella capitale tedesca vivono 17.644 francesi, residenti per lo più nel distretto di Friedrichshain-Kreuzberg (3319), nel quartiere centrale “Mitte” (3262) e nel distretto di Charlottenburg-Wilmersdorf (2623). La più esigua colonia francese è quella che popola il distretto di Marzahn-Hellersdorf (56 persone).
  • Secondo l’IHK (la Camera del Commercio e dell’Industria tedesca), la Francia si situa al quarto posto tra i maggiori esportatori di beni verso Berlino (preceduta da USA, Polonia e Arabia Saudita). Nel 2015 il valore complessivo delle esportazioni era di 825 milioni di euro. Dalla Francia, Berlino importa principalmente bevande, pelletteria e macchinari.
  • Il 29 ottobre 1685 il Grande Elettore emanò l’editto di Potsdam, conosciuto come Editto della tolleranza, cui fece seguito il trasferimento di circa 6000 ugonotti a Berlino.
  • Molti di loro si stabilirono nel territorio sabbioso di Stadtheide, presso Potsdam. Lo chiamarono il “Paese dei Moabiti”, dal nome della popolazione che, secondo il racconto biblico, trovò una nuova patria a Est del Mar Morto. Oggi questo quartiere si chiama semplicemente Moabit.
  • Anche lo scrittore Theodor Fontane aveva antenati ugonotti, sia per parte di padre che di madre.
  • Per gustare la cucina francese basta far visita a locali come per esempio il Diekmann (Meinekestraße 7), il Savoie Rire-Ty Breizh (Tegeler Weg 104), il Moustache (Galvanistraße 12) o il Toulouse presso il lago di Tegel (Schwarzer Weg). Altri ristoranti sono indicati al link http//www.frankreich-in-berlin.de.
  • L’indirizzo più rappresentativo da decenni rimane tuttavia il Paris Bar nella Kantstraße di Charlottenburg. La Cancelliera, Angela Merkel, adora invece la cucina di Chez Maurice al numero 39 della Bötzowstraße, nel quartiere Prenzlauer Berg.
  • Gli ugonotti introdussero a Berlino molte specie di piante fino ad allora sconosciute, tra cui i piselli, la cicoria, il cavolfiore, i carciofi e, non da ultimi, gli asparagi.
  • La prima ambasciata di Francia ha aperto i battenti nel 1871 al numero 5 della Pariser Platz. L’ambasciatore Philippe Étienne (60) occupa la nuova sede, ultimata nel 2002, dal mese di agosto del 2014.
  • Il 2 gennaio 1960 l’Air France ha inaugurato i voli di linea regolari da e per Berlino – Tegel. È la data di inizio del traffico aereo civile nell’aeroporto di Berlino Tegel (TXL).
  • Il Cinema Paris presso la Maison de France è l’ultima sala cinematografica ancora esistente nel viale Ku’damm, oltre all’Astor Film Lounge.
  • Proprio di fronte al centro culturale franco-tedesco Centre Français, inaugurato nel 1961 al numero 74 della Müllerstraße, sorge una riproduzione in formato mini (appena 14 metri) della Torre Eiffel.
  • Nel 1996, all’indirizzo Friedrichstraße 76-78, ha aperto i battenti la sede della capitale tedesca della famosa catena di ipermercati Galeries Lafayette.
  • Da circa 60 anni l’antica villa che sorge sulla piazza Zeltinger Platz, nel quartiere Frohnau, ospita il Centre Bagatelle i cui locali ospitano, oltre a diverse manifestazioni culturali, anche una scuola di musica franco-tedesca.
  • Le espressioni berlinesi in cui si ritrova qualche lascito francese sono diverse. La “bulette” per esempio, presa a prestito dal francese “boulette” (polpetta), ma anche l’espressione “etepetete” da “être peut-être” (essere in dubbio) o ancora “muckefuck” da “mocca faux” (letteralmente caffè finto, ovvero succedaneo del caffè) e “todschick” da “tout chic” (molto elegante).
  • Sulla piazza Gendarmenmarkt le due cattedrali Deutscher Dom e Französicher Dom sembrano fronteggiarsi con la statua di Schiller a fare da arbitro; del resto il poeta era stato insignito della cittadinanza francese onoraria nel 1792.
  • Federico II soleva scrivere esclusivamente in francese e affermava di parlare tedesco con la stessa eloquenza di “un cocchiere”. Per il suo castello preferito, a Potsdam, aveva scelto nel 1747 il nome di “Sans Souci” (senza pensieri).
  • Il Französisches Gymnasium (liceo francese) del quartiere Tiergarten, fondato nel 1689, è la più antica scuola pubblica di Berlino. Il voto medio degli studenti che hanno sostenuto nel 2016 la maturità in quello che viene anche chiamato Lycée Français, è stato 1,8.
  • La 54a edizione del Festival folcloristico franco-tedesco (la prima fu nel 1963) rumoreggia a tutt’oggi e fino al 24 luglio nell’area riservata ai festeggiamenti del Kurt-Schumacher-Damm.
  • Fino al 2 ottobre 1990, il settore francese era costituito dai distretti di Wedding e Reinickendorf.
  • Nel 1806 Napoleone, le cui truppe avevano occupato Berlino, fece impacchettare la quadriga della Porta di Brandeburgo in 12 casse per inviarla a Parigi. Quando il manufatto tornò sulla Sprea nel 1814, tutti esaltarono il “ritorno del maltolto”.
  • La Torre Eiffel, che si erge con i suoi 44 metri di altezza a Parigi dal 1889, è più bassa della torre della televisione di Berlino, alta invece 368 metri, ma anche più antica di questa ultima di 80 anni.
  • La via Französiche Straße del quartiere Mitte fu battezzata così già nel 1706 in virtù dei tanti profughi religiosi francesi che vi risiedevano.
  • Il calciatore francese Ibrahima, “Ibo”, Traoré ha militato dal 2007 al 2009 nell’Hertha Berlino, anche se principalmente tra le riserve.
  • Nel 1687 giunsero dalla Francia dieci nuclei familiari contadini e sei famiglie di orticoltori, che presero casa nel quartiere Buchholz (detto anche Buchholz francese, appunto).
  • Per l’anniversario numero 750 della fondazione della città, nel 1987, il Tour de France tributò a Berlino un grande onore: eccezionalmente partì proprio dalla capitale tedesca.
  • Nel 1958 la gara che si teneva nel circuito automobilistico dell’autostrada tedesca dell’Avus, fu vinta dal francese Jean Behra, caldamente festeggiato dal pubblico locale. Un anno dopo, la tragedia: lo stesso Jean, “Jeannot”, trovò la morte sull’asfalto bagnato dalla pioggia della parabolica nord.
  • All’ultima edizione della fiera internazionale Grüne Woche di Berlino, la Francia era rappresentata con 23 espositori presso il padiglione 11.2.
  • Negli anni Cinquanta, sorsero cinque insediamenti militari francesi a Berlino nord. Tra questi la Cité Guynemer, presso l’aeroporto Tegel, contava 227 abitazioni riservate al personale dell’aviazione francese.
  • Da oltre 21 anni hanno una casa tutta berlinese anche l’autentica baguette e la pasticceria francesi: si tratta dell’Aux Delices Normandes, declinatosi poi in cinque filiali.
  • Dal 1984 il muro di Berlino è stato la tela su cui Thierry Noir ha dipinto le sue famose teste colorate di profilo, oggi ammirabili presso l’East Side Gallery.
  • Le francesi due cavalli non circolano più in massa per le strade di Berlino, ma ultimamente qualche esemplare rimasto di questo vecchio modello della Citroën è stato avvistato nei quartieri Tiergarten, Tempelhof e Hermsdorf.
  • Nel 2008, Mireille Mathieu, “La demoiselle d’Avignon”, è stata insignita del premio alla carriera del Boulevardzeitung B.Z.-Kulturpreis.
  • Il 15 e il 16 luglio la Pariser Platz ospita il festival franco-tedesco Jour de Fête.
  • La prima partita tra le nazionali di Germania e Francia, giocata il 15 marzo 1931 a Colombes, ha visto vincere la Francia per 0 a 1. Nella seconda occasione, terminata 3 a 3 e disputatasi il 19 marzo 1933, la cornice era invece il Deutsches Stadion di Berlino.
  • Il Museo degli ugonotti ospitato nel Französicher Dom ripercorre la storia del protestantesimo francese e della venuta degli ugonotti a Berlino e nel Brandeburgo.
  • Le città di Parigi e Berlino sono gemellate dal 1987.
  • Dopo gli attentati terroristici di Parigi del 2015, la Porta di Brandeburgo si è vestita di un’illuminazione notturna blu, bianca e rossa in onore del tricolore francese.
Italie

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