Come diventare un buon traduttore

Come diventare un buon traduttore

La traduzione è una professione dalla grande competenza, gratificante e soddisfacente. Ma come si diventa un buon traduttore?

L’esperta traduttrice Lanna Castellano ha così descritto il processo evolutivo di una carriera nel campo della traduzione:

“La nostra professione si basa sulla conoscenza e sull’esperienza, con l’apprendistato più lungo di ogni altro mestiere. Si inizia ad avere un valore aggiunto come traduttore verso i trent’anni, mentre l’eccellenza è solo raggiungibile una volta passati i cinquanta.

La prima fase della piramide della carriera – quella dell’apprendistato – riguarda il tempo dedicato alla scoperta di noi stessi mediante esperienze di vita.

Consentitemi di proporre un percorso di vita: nonni di nazionalità diverse, una buona istruzione scolastica che vi insegni a leggere, scrivere, imparare l’ortografia e l’analisi grammaticale, nonché ad amare la vostra lingua. Poi girate il mondo, fatevi degli amici e provate nuove esperienze di vita.

Ritornate a studiare, ma laureatevi in una materia tecnica o commerciale, non linguistica. Trascorrete il resto dei vostri venti anni e dei primi trenta nei Paesi di cui parlate la lingua, lavorando nel settore dell’industria o del commercio ma non direttamente in campo linguistico.

Non sposatevi con un connazionale. Fate dei bambini. Iscrivetevi a un corso di traduzione post-laurea. Dopodiché, lavorate per qualche tempo in un’agenzia di traduzione e, infine, avviate la vostra carriera da libero professionista.

A quel punto, avrete raggiunto gli ‘anta’ e sarete pronti per iniziare”.
(Lanna Castellano, 1988)

Di sicuro si tratta di un cammino molto duro da intraprendere. Per anni ho provato a convincere i miei nonni di reincarnarsi per dotarmi di un’esotica stirpe straniera (magari russo-portoghese da parte di madre e franco-cinese da parte di padre), ma la mia famiglia rimane testardamente di origine scozzese-irlandese…e non parla nemmeno una parola di gaelico!

Consigli per traduttori

Si può essere ottimi traduttori anche senza rispondere ai severi criteri esposti da Lanna. Eccovi alcuni consigli:

  • Ama le lingue, ma soprattutto ama e continua a studiare la tua lingua madre.
  • Impara a scrivere bene.
  • Studia e informai sulla tua lingua passiva e il contesto culturale da cui proviene.
  • Traduci unicamente nella tua lingua madre.
  • Scegli un’area di competenza specifica, e sii pronto a studiare e aggiornarti costantemente sul soggetto da te trattato.
  • Leggi: libri, quotidiani, blog, riviste, pubblicità, guide di stile, confezioni di pasta…
  • Ascolta: TV, radio, amici e famiglia, sconosciuti per strada, sull’autobus, al bar, nei negozi…
  • Frequenta workshop, seminari e conferenze sul settore di tua competenza. Ascolta gli esperti, assorbine il linguaggio (anche il loro gergo tecnico, ma cerca di non usarlo).
  • Sii al corrente di ciò che succede nel mondo.
  • Mantieni aggiornate le tue conoscenze informatiche.
  • Tieni allenate e perfezionate le tue competenze – sii sempre aggiornato.
  • Ascolta le parole che scrivi (alcuni scrittori e traduttori leggono i propri testi a voce alta). Ogni lingua ha un suo ritmo. Se il tuo testo non “suona” bene, prova non tanto a cambiare le parole, quanto se non soprattutto la loro disposizione.
  • Usa il correttore ortografico. Fallo con giudizio, ma non dimenticare di usarlo, mai.
  • Controlla che non ci siano doppi spazi fra una parola e l’altra lungo tutto il testo.
  • Stampa su carta la tua traduzione e leggila prima di consegnarla al cliente. Sempre. Fallo soprattutto se usi software per la traduzione assistita (CAT): stampa.
  • Chiediti se la tua traduzione ha senso. Se interrompi la lettura, anche solo per un secondo, e pensi “cosa vuol dire?”, allora qualcosa è andato storto.
  • Scrivi in modo chiaro e conciso, usando frasi e paragrafi la cui lunghezza rispecchi le caratteristiche della lingua di arrivo. Serviti di terminologia semplice: con un linguaggio chiaro e diretto si possono rendere anche le idee più complesse.
  • Informa il tuo cliente su qualsiasi errore, anche ortografico, o termine ambiguo presenti nel testo di partenza.
  • Trova il modo di fornire valore aggiunto ai tuoi clienti.
  • Tieni sempre a mente il destinatario del testo tradotto.

Avrai sicuramente notato che molti di questi consigli sono utili anche per chi scrive, e non solo per chi traduce. Dopo tutto, la traduzione non è che una forma di scrittura, e un buon traduttore deve essere anche un buon scrittore. La chiave sta nel tenere allenato e cercare di perfezionare il proprio talento. E non dimenticatevi di usare il cervello: solo in questo modo un buon traduttore può diventare davvero un ottimo linguista.

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